1985-1993: trasformazione e consolidamento della visione
Negli anni successivi alla fondazione, la cooperativa attraversa una fase di rapida evoluzione, destinata a definirne l’identità per i decenni successivi.
Tra il 1985 e il 1986, con l’arrivo di Gianluca Bruna, giovane perito elettronico entrato come obiettore di coscienza, la cooperativa compie un passaggio decisivo: l’ingresso nel settore dell’assemblaggio e della lavorazione elettronica.
Non si tratta di una semplice diversificazione. L’elettronica era un settore in forte crescita e molte aziende torinesi e piemontesi cercavano fornitori affidabili per assemblaggio, confezionamento e controllo qualità. La cooperativa poteva così unire competenze tecniche, organizzazione e attenzione alla qualità.
Nel 1986 nasce anche il Progetto Verde, dedicato al vivaio e alla manutenzione di aree pubbliche e private. Il progetto amplia le possibilità di inserimento, valorizzando abilità diverse e percorsi professionali differenti.
Se il laboratorio elettronico offriva opportunità a persone con manualità fine e capacità di concentrazione, il lavoro nel verde apriva spazi per chi possedeva maggiore resistenza fisica, autonomia operativa e capacità motoria.
Nel 1989, la cooperativa ottiene, in uso gratuito dal Comune di Cirè, e ristruttura un ex tiro a segno militare, trasformandolo nella propria sede principale. Il valore simbolico è forte: uno spazio nato per la preparazione bellica diventa un luogo dedicato all’inclusione, al lavoro e alla dignità.
Nel 1991, con l’approvazione della Legge 381, viene definito il quadro normativo delle cooperative sociali. La cooperativa inizia così a convenzionarsi con enti pubblici e amministrazioni locali, ottenendo commesse che garantiscono una base di fatturato più stabile, pur con margini spesso ridotti.
Alla scomparsa di Franco Malerba, nel 1993, la cooperativa è ormai una realtà strutturata, con una direzione chiara e basi solide per continuare a crescere.